ADHD: il deficit di attenzione e iperattività

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 02/09/2012 15:00:00 | 0 commenti

Che cos'è?

I bambini che presentano comportamenti difficili e disturbanti sono una delle principali preoccupazioni sia per i genitori che per la scuola. I bambini con questo tipo di comportamento che sono anche irrequieti, che trovano difficoltà nel lavorare ai compiti loro assegnati e che hanno uno scarso controllo degli impulsi, da qualche anno vengono distinti dai loro compagni che hanno un “cattivo” comportamento, e solitamente vengono chiamati “bambini iperattivi”. Da qui alla categoria diagnostica dell’ADHD non c’è molta distanza, e questo, purtroppo, ha alimentato molta confusione sulla definizione di questo disturbo.

La prima cosa da sottolineare è che esistono tre elementi di importanza basilare che sono oltremodo distintivi:

  • Il deficit di attenzione. Esso è un pattern comportamentale in cui il bambino mostra scarsa concentrazione verso i compiti assegnati dagli adulti e durante i momenti di svago tende a cambiare ripetutamente il tipo di gioco. Questo è visto sempre come il nucleo centrale del problema.
  • L’iperattività (spesso indicata come ipercinesi). Essa è un aumento dell’attività motoria. La sua caratteristica più ricorrente è l’irrequietezza, ma può assumere altre forme: non riuscire a rimanere seduti per più di qualche minuto o camminare nervosamente avanti e indietro per la stanza.
  • L’impulsività. Essa  si manifesta quando un bambino agisce sulla spinta di un desiderio senza pensare alle possibili conseguenze del suo gesto. In alcune situazioni può assumere la forma di comportamenti pericolosi, ma più spesso è una semplice infrazione delle regole senza considerare cosa possa derivarne.

Questi tre elementi possono apparire sia singolarmente che in associazione tra loro, aggravando più o meno la tipologia del disturbo. la caratteristica centrale è sempre più indicata come la difficoltà di prestare attenzione, e oggi il termine “Disturbo da Deficit di Attenzione” (ADD/Attention Deficit Disorder) è largamente accettato e utilizzato nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV). Questi bambini mostrano difficoltà persistenti: una durata molto breve dell’attenzione e una distraibilità molto accentuata. Se è presente anche un sintomo di irrequietezza, allora si deve parlare di “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività” (ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder).

 

 

Nonostante questa apparentemente chiara categorizzazione, è necessario riconoscere che queste “dizioni” (ADD e ADHD) si applicano a differenti sottogruppi di soggetti con caratteristiche ben distinte, ognuno dei quali richiederà probabilmente di porre l’accento su aspetti differenti al momento dell’intervento.

Ecco una rassegna dei sottotipi principali:

  • Sottotipo I. Predominanza di un problema scolastico. Le difficoltà emergono dopo l’avvio del percorso scolastico. Si riscontra che il bambino non riesce a far fronte ai propri compiti scolastici, abbandona frequentemente il banco e disturba i compagni. I genitori non mostrano particolare preoccupazione e non chiedono sostegno se non sotto la pressione delle insegnanti. Un’osservazione accurata spesso rivela problematiche educative specifiche come la dislessia o un’incapacità più generale di far fronte con successo al lavoro scolastico.
  • Sottotipo II. Focalizzazione sulla famiglia. Qui i problemi si manifestano principalmente all’interno del nucleo domestico e consistono in persistenti sfide e atti di disobbedienza da parte del bambino. Il bambino può anche distruggere o incendiare cose, mentre gli attriti coi fratelli sono molto comuni. Spesso sono presenti fattori come conflitti matrimoniali, oppure deprivazione sociale e povertà. Gli insegnanti hanno meno problemi con il comportamento del bambino, e quest’ultimo non mostra particolari difficoltà quando si trova con parenti o amici di famiglia.
  • Sottotipo III. Condotta oppositiva. È frequente riscontrare un elemento legato alla condotta nel profilo di un bambino con questo quadro. Si tratta di comportamenti antisociali come episodi di furto, menzogna e assenze ingiustificate da scuola. Fino a qualche anno fa l’ADHD veniva fatto coincidere con il Disturbo della Condotta; oggi si tende a distinguere nettamente i due disturbi ma si continua a sostenere che l’insorgenza di iperattività nei primi anni di vita del bambino sia un predittore molto forte di un futuro sviluppo del Disturbo della condotta (vedi esempio adhd).
  • Sottotipo IV. Iperattività diffusa.  Questo sottotipo è caratterizzato da evidenti difficoltà sia a casa che a scuola. Spesso, questi problemi iniziano moto presto con caratteristiche quali scarsa attenzione e iperattività. Questo sottotipo è a sua volta diviso in tre sottoclassi:

 

 

 

 

o   Organico: il bambino ha avuto una nascita difficile ed è in ritardo in alcune tappe evolutive fondamentali: appare goffo e scoordinato nei movimenti.

o   Alimentare: i problemi del bambino si sviluppano spesso nella fase di svezzamento e in molti casi si rileva un’allergia al latte vaccino. Ci sono altri segnali di una tendenza allergica, come l’asma e l’eczema, e non è raro che la famiglia abbia già notato che il consumo di certi alimenti ne peggiori il comportamento.

o   Indifferenziato: questo sottotipo ha aspetti tipici in ogni fase della vita ma nessuno di quelli sopra menzionati.

 

In questo articolo ho cercato di illustrarvi, nel modo più schematico e chiaro che conosco, questo disturbo largamente studiato negli ultimi anni. Naturalmente ogni giorno vengono fatte nuove ricerche, di conseguenza i sottotipi possono aumentare di giorno in giorno.

Nel prossimo articolo potrete trovare maggiori informazioni riguardo alla diagnosi di questo disturbo: ecco il link all'articolo Il trattamento dell'Adhd

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