La discalculia evolutiva

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 02/09/2012 15:00:00 | 0 commenti

Diagnosi

La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che coinvolge a diversi livelli la cognizione numerica, e comporta problemi significativi nella gestione della quantità (discalculia basale) o negli aspetti esecutivi (discalculia procedurale), come evidenziati da una significativa difficoltà nello svolgimento di operazioni. Come per ogni altro disturbo vi è la necessità di escludere condizioni mediche generali che possano meglio spiegare il disturbo (ex. Ritardo mentale), e per la diagnosi è necessaria la somministrazione di adeguate prove diagnostiche, che devono risultare significativamente deficitarie nei parametri di velocità nell’esecuzione delle prove ed accuratezza delle stesse. È importante sottolineare che per un accurata diagnosi di Discalculia è opportuno che il bambino “testato” abbia già frequentato la terza elementare o sia al termine di questa.

Ora cercherò di spiegare al meglio come si sviluppano e agiscono le abilità di calcolo per poi passare alla delineazione di un quadro esemplificativo degli errori più frequenti che si incontrano nei quaderni di bambini discalculici. Da sottolineare prima di tutto che con l’ingresso del bambino alla scuola primaria, egli inizia ad essere esposto agli strumenti culturalmente determinati che gli consentiranno di operare con le quantità, in quanto calcolare significa proprio esercitare una serie di trasformazioni con i numeri.

Le strategie di calcolo possono essere basate su un recupero mnemonico (conoscenze dichiarative sul significato dei segni delle operazioni e fatti aritmetici) oppure su processi procedurali (conoscenze procedurali sulle regole di compitazione): la scelta dell’una o dell’altra strada è determinata dal tipo di compito aritmetico, dall’età del bambino e dal grado di confidenza che egli ha con entrambe.

 

All’inizio del percorso di apprendimento, il bambino utilizza le sue competenze di conteggio e le applica alla somma, secondo una sequenza divisibile in tre punti (Butterworth, 1999; Carpenter e Moser, 1982):

  • Contare tutto_ il bambino, legato ad una rappresentazione concreta del numerale, ha bisogno di stabilire la numerosità dell’insieme visualizzandola, ad esmpio sulle dita: per fare (3+5) apre tre dita su una mano e cinque sull’altra, poi conta di nuovo tutte le dita.
  • Contare in avanti a partire dal primo addendo_ gradualmente il bambino scopre che non c’è bisogno di contare il primo addendo dell’operazione, perché basta dire “tre” per ottenere il punto di partenza, rappresentato dalla numerosità del primo insieme.
  • Contare in avanti a partire dall’addendo più grande_ rappresenta il livello più maturo e comporta la consapevolezza da parte del bambino che per sommare è più economico e meno soggetto ad errori partire dal numero più grande per addizionare il numero più piccolo.

Man mano che il bambino è esposto all’esercizio, impara che esistono alcune ricorsività nell’operare, per cui arriva a memorizzare il risultato di certe operazioni, che successivamente recupererà dalla memoria come semplici stringhe verbali, dà così vita ai “fatti aritmetici”.

Padroneggiare i fatti aritmetici aiuta ad agevolare il calcolo mentale e scritto, soprattutto nella soluzione di problemi aritmetici, consentendo al bambino un risparmio di risorse cognitive, a carico della memoria di lavoro, da dedicare ad altri aspetti procedurali.

A scuola è bene stimolare le competenze di calcolo a mente prima delle competenze di calcolo scritto, per due ordini di ragioni: primo, le conoscenze procedurali implicate nel calcolo a mente e scritto lavorano a due livelli diversi e, secondo, le strategie di calcolo mentale sono di supporto nell’esecuzione degli algoritmi di calcolo scritto.

Le conoscenze procedurali nel calcolo a mente , cioè conoscere come operare con i numeri, consentono di scomporre e comporre le quantità al fine di ottenere operazioni intermedie più semplici da gestire. Le conoscenze procedurali del calcolo scritto, invece, consentono di gestire aspetti come l’incolonnamento delle cifre, la direzione spazio-temporale delle azioni da eseguire, e infine le regole proprie dell’algoritmo di calcolo specifico (ad esempio quelle che regolano la gestione dei riporti nelle moltiplicazioni e dei prestiti nelle sottrazioni).

 

 

 

 

Un bambino discalculico incontra naturalmente difficoltà nell’acquisizione delle normali procedure matematiche; esse si differenziano in errori legati direttamente al sistema dei numeri ed errori legati al sistema del calcolo.

-Errori nel sistema dei numeri:

  • Errori lessicali_ nascono quando il bambino associa l’etichetta sbagliata al numero rispettando però il livello.
  • Errori sintattici_ riguardano l’erronea attribuzione del nome al numero dovuta al fatto che il bambino non ha ancora appreso o stabilizzato le regole della sintassi numerica.
  • Errori misti:

-Errori nel sistema del calcolo:

  • Errori nel recupero dei fatti numerici_ se viene memorizzato un fatto aritmetico errato (2x2=6), le successive occasioni di presentazione dell’associazione erronea agiscono da rinforzo nella traccia menemonica ripresentandosi.
  • Errori nel mantenimento e nel recupero delle strategie_ possono manifestarsi sotto forma di recupero di strategie di calcolo immature, come ad esempio partire dall’addendo più piccolo in una somma, o nascere dalla mancata automatizzazione di strategie facilitanti (tabelline).
  • Errori nell’applicazione di procedure_ un bambino manifesta difficoltà di vario genere nello svolgimento delle operazioni, più spesso scritte, può darsi che la sua difficoltà stia nella scelta delle prime cose da fare, manifestando un senso di smarrimento di fronte al calcolo proposto; spesso po’ accadere anche che il bambino inizi a svolgere correttamente l’operazione, e successivamente si perda, confondendo la procedura.
  • Errori visuospaziali_ in questo caso spesso il bambino confonde i segni delle operazioni + e x, simili dal punto di vista percettivo. Inoltre si possono osservare problemi nell’incolonnamento, soprattutto nel caso di numeri decimali, e nella scelta della direzione da seguire nello svolgimento dell’algoritmo.
Il tuo commento è stato inserito correttamente.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Non è stato possibile inserire correttamente il tuo commento.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina quindi puoi riprovare a postarlo senza doverlo riscrivere (troverai i campi già compilati con i valori da te inseriti).

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a postare il commento ti consigliamo di copiarlo e provare in un secondo momento.
Ci scusiamo per il disagio.

A seguito di ogni errore riceviamo automaticamente una segnalazione.
Cercheremo di risolvere il problema il prima possibile.

Staff tecnico
La tua email è stata inviata correttamente.
Grazie per averci contattato.
Non è stato possibile inviare correttamente la tua email.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina: riaprendo il form di invio email troverai le tue informazioni salvate, puoi tentare un ulteriore invio.

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a inviare la mail ti consigliamo di copiare il testo e inviarla dalla tua casella di posta verso d.cacace@icoloridellapsicologia.it

Ci scusiamo per il disagio.

Staff tecnico

Nessun commento all'articolo




Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Contribuisci a far crescere il blog, condividi un'esperienza, può essere interessante per tutti!
Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Spedisci una copia della mail al mio indirizzo