La legge 170/10: cambia la visione sui DSA

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 09/05/2014 22:56:00 | 0 commenti

La legge 170: cambia la visione sui DSA

"Sono negato a scuola, e non sono mai stato nient'altro che questo"

da Diario di scuola di D.Pennac

Ho deciso di iniziare così questo mio nuovo articolo perché penso che questa frase di Pennac rappresenti molto bene lo stato d'animo di un bambino/ragazzo con Disturbo dell'Apprendimento Specifico. La sensazione di inadeguatezza scolastica è il primo sentimento che si prova: questi ragazzi si sforzano, cercano di dare il loro massimo ma non riescono a raggiungere il traguardo desiderato. Dopo vari tentativi arrivano a un punto che non sanno più come comportarsi e quindi preferiscono rinunciare in partenza.

Fino a pochissimi anni fa la rinuncia sembrava essere l'unica soluzione, non esistevano alternative... soprattutto perché non sapevano spiegarsi il perché tanto impegno non portasse a niente. Poi qualcuno ha iniziato a parlare prima di dislessia e poi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Alcune persone però pensavano fosse la nuova scusante per i ragazzi svogliati e quindi furono poche le persone che cercarono di studiare a fondo questo disturbo e soprattutto cercare una soluzione. Poco alla volta si è iniziato a parlare di nuovi metodi di insegnamento e, di conseguenza, di nuovi metodi di apprendimento e si è notato che alcuni di questi funzionavano ma ancora non si potevano attuare in piena libertà perché sembravano troppo dispensativi da qualsiasi carico scolastico.

Finalmente l'8 Ottobre 2010 è arrivata, è nata la legge 170 "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" colei che ha obbligato tutti a credere finalmente nel fatto che questi Disturbi sono reali. Nessuno ormai lo può negare e ci sono specifiche istruzioni sul come comportarsi con questi ragazzi.

In questo contesto non elencherò articolo per articolo tutto ciò che riguarda la legge ma cercherò di commentare e rivelare ciò che sta dietro gli articoli: i diritti dei bambini/ragazzi con DSA.

Art.1: Riconoscimento e definizione di Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia

Qui si identificano i DSA veri e propri; Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia. Purtroppo ad oggi l'unico escluso rimane il Disturbo della Comprensione del testo, non meno importante rispetto agli altri, anzi, ma viene considerato solo come conseguenza implicita di un disturbo della lettura. Ed effettivamente non sempre si verifica questo, nel senso che una diagnosi di dislessia non ha come conseguenza certa una difficoltà nella comprensione del testo ma per di più il Disturbo della comprensione del Testo può presentarsi anche in assenza degli altri DSA. E’ al vaglio della Consensus Conference discutere dell’inserimento di quest’ultimo nell’area dei DSA… Speriamo!

Art.2: Finalità

In questo articolo si cerca di spiegare gli obiettivi che questa legge si è posta. Tra questi vi è l’impegno a garantire il diritto all’istruzione, infatti la percentuale di abbandono scolastico in ragazzi con DSA è molto alta. Tra gli altri obiettivi, uno molto importante è quello relativo alla “preparazione degli insegnanti e la sensibilizzazione dei genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA”; purtroppo ad oggi non sono molti gli insegnanti che hanno una formazione specifica in questo campo ed alcuni (non tutti) continuano a identificare bambini e ragazzi con DSA come svogliati o “perditempo”. Il Ministero dell’Istruzione non ha ancora attuato un piano formativo obbligatorio per tutti gli insegnanti, la “scusante” principale è sempre quella della mancanza di fondi. Per quanto riguarda i genitori, ci sono molti comuni che si sono attivati proponendo serate informative, purtroppo a queste serate partecipa però solo chi è direttamente interessato, quindi l’ignoranza in questa materia è ancora tanta.

Art.3: Diagnosi

Questo articolo è stato uno dei più controversi in quanto alcuni punti non sono molto chiari infatti si delega la possibilità di fare diagnosi unicamente alle strutture sanitarie pubbliche o a strutture private accreditate. I problemi principali sono due:

1.     Il sistema sanitario pubblico non riesce a sostenere l’ingente richiesta di diagnosi da parte dell’utenza, infatti solo per avere un primo appuntamento anamnestico presso un UONPIA (Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), in alcune città ci sono liste d’attesa che superano i 18 mesi.

2.     Non esiste la possibilità per le strutture private di accreditarsi. Mi spiega meglio: In questi 3 anni dall’abrogazione della legge, solo alcune regioni hanno cercato di attuare un protocollo di accreditamento per la diagnosi di DSA. Ad esempio la regione Lombardia lo scorso Luglio 2013 (con riapertura straordinaria dei termini ad ottobre 2013) ha aperto un bando per iscriversi nelle liste ASL di competenza delle équipe accreditate. Per entrare a far parte di queste liste i professionisti dell’équipe (Psicologo, Logopedista e Neuropsichiatra Infantile) dovevano dimostrare di avere determinati requisiti. Vi lascio il link relativo alla ASL di Milano 1 dove potrete vedere appunto le équipe autorizzate:

 http://www.asl.milano.it/user/Default.aspx?SEZ=10&PAG=88&NOT=6258

Questo significa che nelle altre regioni molte persone sono costrette ad aspettare 18 mesi per una diagnosi, perché riferendosi ad una struttura privata non hanno la garanzia che la scuola accetti la certificazione, speriamo quindi che altre regioni seguano l’esempio della Lombardia…

Art.4: Formazione nella scuola

Per gli anni 2010 e 2011, nell'ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, e' assicurata un'adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacita' di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate…”. A rigor di logica, trovandoci nel 2014, dovremmo avere docenti altamente formati, ma in realtà non è così. Ci sono ancora molti insegnanti che non hanno idea di cosa siano i DSA o perlomeno lo sanno molto in teoria, ma non riescono ad applicarlo nella pratica di tutti i giorni con questi ragazzi. Basta dare un’occhiata ad un paio di PDP (Piani Didattici Personalizzati) per rendersi conto di questo. Purtroppo la formazione, come già detto prima, non è stata resa obbligatoria, di conseguenza molti docenti hanno deciso di non frequentarla o di presenziare “solo fisicamente” ai seminari dedicati. Per chi invece ha deciso di partecipare attivamente, i risultati si vedono… alcuni insegnanti infatti applicano metodologie idonee ai DSA allargandole a tutti gli studenti, con ottimi risultati.

Art.5 Misure educative e didattiche di supporto

Questo è forse l’articolo più importante per i ragazzi con DSA perché cerca di dare alcuni consigli su come “insegnare” loro. Loro hanno diritto a:

-         Usare una didattica individualizzata e personalizzata: gli obiettivi rimangono sempre quelli della classe di riferimento ma essi hanno diritto ad esempio ad essere interrogati oralmente piuttosto che con verifiche scritte, piuttosto che avere tempi maggiori per l’esecuzione delle verifiche.

-         Introdurre strumenti compensativi nonché misure dispensative: i ragazzi con DSA hanno diritto ad usare alcuni strumenti come calcolatrice, mappe concettuali e mentali durante le interrogazioni piuttosto che la tavola pitagorica. Questo perché senza questi strumenti fallirebbero sicuramente nel compito. E’ importante non considerare questi strumenti come delle “scorciatoie”, in quanto essi servono a completare un procedimento del quale il ragazzo deve essere per forza consapevole altrimenti lo strumento non servirebbe a nulla. Ad esempio la calcolatrice nell’esecuzione di un’espressione con elevamento a potenza è utile se il ragazzo sa come si compie l’elevamento a potenza, cioè la base deve essere moltiplicata per se stessa tante volte quante ne richiede l’esponente. Se il ragazzo non sa questa regola, l’uso della calcolatrice è pressoché inutile!

-         La possibilità di essere dispensati dallo scritto della lingua straniera o, in casi gravi, la possibilità dell’esonero. Attenzione: in caso di esonero durante le scuole superiori, il ragazzo avrà un attestato di frequenza e non un diploma come gli altri in quanto accede all’esame con una materia in meno rispetto ai compagni.

-         Gli strumenti compensativi e le misure dispensative devono essere monitorate periodicamente in quanto non tutti gli strumenti sono adatti a tutti i ragazzi. Quindi per il raggiungimento degli obiettivi è necessario calibrare le misure da adottare in base al ragazzo in oggetto.

Art.6: Misure per i famigliari

I Genitori di ragazzi con DSA hanno diritto ad orari di lavoro flessibili per poter seguire al meglio i propri figli. Le modalità di esercizio di questo diritto devono però essere determinate dal loro contratto collettivo nezionale.

Questa che vi ho illustrato è la legge 170/2010 da un punto di vista più critico e, a mio avviso, più comprensibile a tutti. Vi lascio il link della legge completa:
http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/legge170_10.pdf

Come sempre, se avete domande in merito o non vi è chiaro qualcosa scrivetemi pure, sarò lieta di rispondervi!

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