Il processo di apprendimento nei DSA

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 24/09/2014 12:59:00 | 0 commenti

Quali sono gli aspetti dell'apprendimento che l'alunno DSA affronta con maggiori difficoltà? 

Partendo da questa domanda cercherò di spiegare come i ragazzi, con DSA e non, apprendono. Il percorso di apprendimento è un processo che si sviluppa in 5 steps, ognuno dei quali è indispensabile per poter accedere al suo successivo. I 5 passi sono: 
Accesso alle informazioni;
Comprensione;
Rielaborazione e selezione delle informazioni principali;
Memorizzazione;
Recupero dei contenuti.
In questo percorso gli alunni con DSA possono incontrare numerose difficoltà, che cercherò di affrontare con esempi pratici per potervi far capire al meglio quale approccio strategico utilizzare per poter compensare queste difficoltà.

1^ step: Accedere alle informazioni

Le informazioni possono essere recepite in modo diverso prima di tutto in base al canale di trasmissione: se ci troviamo di fronte ad un testo scritto, l'ostacolo dell'alunno DSA può essere dovuto ad un problema di decodifica (intrinseca nel DSA stesso), se si tratta invece di un discorso orale, l'ostacolo può essere dato dalla difficoltà nel trattenere le informazioni nella memoria a breve termine (MBT), affinché la memoria di lavoro faccia il suo dovere di “agganciatrice” per trattenere le informazioni rilevanti da inserire nella memoria a lungo termine.
Nel primo caso, cioè nel problema della decodifica, il miglior ausilio è quello della lettura da parte di un adulto o di quella della sintesi vocale. Grazie a questi strumenti compensativi, il ragazzo viene sollevato dal compito di lettura e quindi di decodifica delle singole lettere, per potersi invece totalmente concentrare sul significato di ciò che gli viene detto. In alcuni casi questo potrebbe permettere l'accesso immediato alle informazioni, in altri casi invece permane la difficoltà nel trattenere le informazioni nella MBT, quindi bisogna adottare altre strategie.
Di importanza fondamentale in questo senso sono gli indici testuali. Ma che cosa sono?
Se prendete una qualsiasi pagina di un testo di geografia o storia potrete notare che alcune parole sono “messe in risalto” rispetto ad altre: il titolo principale, i sottotitoli, alcune parole evidenziate all'interno del testo stesso, le immagini e le loro didascalie, i box ecc.
Queste sono proprio quelle parti che permettono un primo accesso senza passare per la lettura completa del testo. Questo non significa che essi bastano per comprendere in toto ciò che ci viene sottoposto, ma possono essere un canale per, ad esempio, fare ipotesi sul contenuto dello scritto, per attivare conoscenze pregresse sullo stesso argomento piuttosto che per creare mappe e riassunti. 
Gli indici sono quindi molto utili per iniziare a capire di che cosa parla il testo che abbiamo di fronte  e per fissare meglio i concetti in memoria.

 2^ step: Comprendere

Sappiamo però molto bene che il vero obiettivo della lettura è comprendere. Come ho accennato prima la comprensione è un processo molto impegnativo già di per sé, figuriamoci se nel frattempo ci si deve concentrare anche su quello che c'è scritto. Cerco di spiegarmi meglio: è come quando si inizia a studiare una lingua straniera, quando si leggono le prime parole, e poi le prime frasi, il nostro cervello è concentrato sul processo di lettura e non su quello del comprendere cosa il testo ci sta dicendo... Ecco, per i DSA è la stessa cosa, solo che la difficoltà la incontrano con la loro lingua madre. 
La prima soluzione per ovviare ai problemi di comprensione è l'intervento da parte dell'adulto che, solitamente, dopo aver letto il testo lo rispiega semplificandolo. Questo è un buonissimo metodo, con un solo difetto: in questo modo il ragazzo difficilmente raggiungerà un buon livello di autonomia.
È giusto usare strategie che aiutino il ragazzo a superare gli ostacoli che non gli permettono una completa comprensione, ma, allo stesso tempo, è importante direzionarlo verso un percorso di crescita personale.
Il primo passo, come abbiamo visto prima, è l'utilizzo degli indici testuali: in questo modo il ragazzo potrà farsi un'idea generale del testo. Il secondo passo verso l'autonomia è l'uso di un sintetizzatore vocale, con il quale il ragazzo potrà ascoltare la lettura tramite le sue cuffie e il suo computer.
I problemi potrebbero migliorare ma non risolversi, ecco alcune strategie per una comprensione ottimale:
la segmentazione del testo: è buona regola generale concentrarsi su un paragrafo alla volta in modo tale che la MBT abbia il tempo di accogliere poche informazioni alla volta.
Nel caso in cui il compito sia rispondere a domande di comprensione: leggere prima le domande e poi il testo così da potersi concentrare sulle parti di interesse.
L'individuazione delle parole chiave nelle domande, in modo tale da poterle ricercare direttamente nel testo.
Se invece l'obiettivo va al di là di una mera comprensione, ad esempio semplicemente lo studio, si dovrà procedere con il 3^ step: la rielaborazione delle informazioni.

3^ step: Rielaborare

Questa fase potrebbe essere chiamata la “terra di mezzo” tra la comprensione e la memorizzazione. È forse una delle tappe più importanti in quanto permette di passare da un approccio asettico al testo  ad uno personale in cui le informazioni apprese devono essere riviste e fatte proprie attraverso un percorso appunto di rielaborazione.

Il processo di rielaborazione è molto difficile per i ragazzi DSA, in quanto la richiesta è quella di riformulare il materiale proposto in modo personale: per loro non è semplice avere una visione globale del testo scritto in quanto i libri scolastici, solitamente, propongono una serie di informazioni una dopo l'altra senza dare la possibilità di crearsi nell'immediato un'idea generale. Il primo passo è quindi quello di riorganizzare i concetti fondamentali in una mappa o, in generale, in rappresentazioni per immagini, schemi o vignette. Questo perchè lo stile di apprendimento dei DSA deve essere di tipo esperienziale, cioè loro hanno bisogno prima di “vedere” i concetti per poterli enunciare in seguito. Purtroppo lo stile di insegnamento della scuola italiana solitamente adotta la procedura inversa: ad esempio se pensiamo a geometria è raro che la definizione di triangolo venga fatta dopo aver sperimentato cosa sia il triangolo stesso. Mi spiego meglio: per un DSA sarebbe molto utile poter manipolare un triangolo per capire come è fatto, quali sono le sue dimensioni... in questo modo la definizione sarebbe la diretta conseguenze della didattica esperienziale “subita” dal ragazzo. 
In conclusione il miglior modo per poter rielaborare le informazioni è quello, prima di tutto, di organizzare i concetti chiave in schematizzazioni per immagini. Scegliere mappe, schemi, o vignette dipenderà dallo studente stesso in quanto ognuno ha le sue preferenze.
Una volta riorganizzato il materiale si deve procedere alla selezione di ciò che bisogna trattenere e di ciò che invece si deve eliminare, seguendo il criterio di importanza. 
Nella fase iniziale di questo processo verso l'autonomia, il ragazzo DSA avrà comunque bisogno di qualcuno che lo aiuti a sintetizzare, in quanto questa capacità non è insita nei DSA, ma può essere tranquillamente potenziata.

4^ step: Memorizzare

L'alunno DSA ha difficoltà nella MBT nonché nella denominazione rapida delle informazioni verbali, di conseguenza è indispensabile l'ausilio degli strumenti compensativi quali le mappe concettuali o mentali.
Non esistono regole per fare le mappe anzi è fondamentale agevolare le personalizzazioni. Anche in questo caso non si può pretendere che l'alunno DSA, ma anche quello non DSA, faccia una mappa da solo senza averne mai fatta una prima, nessuno di noi la farebbe perfetta. Deve essere aiutato da persone esperte in questo campo in modo da poter vedere le potenzialità e le risorse di questo strumento.  L'elemento fondamentale che non può mancare in una mappa è l'associazione dei concetti a immagini o idee. (Affronteremo meglio la costruzione delle mappe nel prossimo articolo)

5^ step: Recupero delle informazioni

L'ultima tappa è sicuramente quella più ardua: ricordare le informazioni apprese e ripeterle. 
Solitamente per ricordare un concetto bisogna ripeterlo molte volte, giusto? Per i DSA questa tecnica non funziona in quanto il loro problema sta proprio nel non automatismo dei concetti. Quindi che fare?
Prima di tutto è fondamentale la mappatura dei concetti fatta in precedenza, ed è altrettanto fondamentale che la stessa mappa sia stata fatta dal ragazzo stesso, seppur inizialmente aiutato nella costruzione. Questo è un fattore molto importante perchè se la mappa è scaricata da internet, piuttosto che fatta da un adulto, sicuramente non avrà efficacia, in quanto le associazioni dei concetti alle immagini non saranno state personalizzate dal ragazzo ad esempio. 
Il secondo passo è quello di ripetere la “lezione” con di fronte la mappa in modo che i concetti-chiave permettano l'aggancio agli approfondimenti che il ragazzo ha affrontato ma non riportato nella mappa. 
Una buona strategia potrebbe essere quella di registrarsi mentre si parla, in questo modo il ragazzo ha la possibilità di riascoltarsi ed eventualmente autocorreggersi. 
Se l'esposizione orale risulta comunque difficoltosa significa che la mappa non è sufficientemente funzionale all'obiettivo: dovrà quindi essere revisionata.


Questi sono i 5 passi fondamentali del processo di apprendimento di un testo scritto, ora lascio a voi testarli!
Se avete suggerimenti, modifiche o commenti sono a vostra disposizione.

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