Maltrattamento: il processo di intervento p.2

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 12/09/2012 18:30:00 | 0 commenti

Seconda fase: IL COINVOLGIMENTO DEI GENITORI E LA DECISIONE DI SEGNALARE AL TRIBUNALE

Una volta rilevata una situazione di sospetto o certo maltrattamento, due sono i compiti operativi da mettere in atto: anzitutto si devono contattare i genitori per discutere con loro quanto si è rilevato, secondo si impone la necessità di decidere se sia il caso o meno di segnalare tutto al Tribunale per i minorenni.

Il primo compito è sicuramente molto difficile e sgradevole, va ricordato che vi è un’eccezione in cui bisogna immediatamente segnalare il fatto alle autorità senza interpellare i genitori: quando il maltrattamento è tanto grave da pregiudicare l’incolumità del minore nell’immediato. In questo caso, più facilmente un abuso sessuale, l’obbligo di referto o di rapporto che comprende tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio prevede che esso sia reso in forma rigorosamente riservata: sarà il sostituto procuratore, cioè il magistrato della Procura penale che ha il compito di svolgere le indagini preliminari, ad informare il presunto abusante che è in corso un’indagine su di lui. Questo perché informare in modi e tempi sbagliati la persona sospettata di ciò che ci ha allarmato può essere estremamente pericoloso. L’effetto più probabile è che l’abusante, spaventato dal pericolo che va facendo concreto di essere processato e condannato, tenti di ridurre al silenzio la vittima, intimorendola, minacciandola, facendole del male. L’abusante potrebbe mettere in atto gli stessi atti intimidatori verso altre persone che sono al corrente dei fatti, compreso il “segnalatore”.

In tutti gli altri casi si devono convocare entrambi i genitori,  riferire, senza omettere nulla, tutto quello che ci ha preoccupato, evitare ogni atteggiamento moralistico o di giudizio, insistendo sul fatto che lo scopo non è quello di distruggere la famiglia ma aiutare il bambino.

Se il primo compito è stato complicato da affrontare, il secondo forse è ancora peggio: segnalare o no?

In questo momento bisogna tenere in considerazione due aspetti: la gravità del maltrattamento subito dal bambino, o del rischio che corre, e la negazione da parte del genitore del danno che infligge al figlio.

Cominciamo dall’aspetto più evidente, quello della gravità del danno. A nessun operatore verrebbe in mente di ricorrere al Tribunale di fronte a un genitore che perde la pazienza e dà uno schiaffo al figlio o lo insulta: ma una percossa violenta che lascia un livido, o un atteggiamento ostile che umilia sistematicamente il figlio, costituiscono rispettivamente un maltrattamento fisico e uno psicologico per i quali va attentamente considerato l’obbligo di referto.

Il secondo aspetto, la negazione del danno serve ulteriormente ad orientarci, ma limitatamente ai casi di modesta gravità. Proverò ad essere più chiara utilizzando degli esempi:

“Una signora si presenta sconvolta dalla psicologa di un consultorio famigliare: chiede aiuto per rendersi conto di come abbia potuto non accorgersi per anni che il suo compagno, che aveva accolto in casa dopo essersi separata dal marito, molestava sessualmente la sua bambina di cinque anni. L’ha immediatamente cacciato di casa, ma non sa spiegarsi la sua cecità, anche di fronte ad alcune lamentele della piccola (Paolo mi dà noia), che aveva sottovalutato.”

In questo caso la madre non nega affatto: la povera donna riconosce in pieno la propria incolpevole capacità di proteggere la figlia e ci chiede aiuto. Però la gravità del danno patito dalla piccola ci impone la segnalazione alla Procura penale, che potrebbe avere ripercussioni anche sulla figura della madre che potrebbe essere soggetta ad indagini più accurate da parte dei servizi sociali. In tal modo però l’abusante potrebbe essere fermato senza incorrere nel rischio che ripeta le sue azioni su altre bambine.

Ecco un altro caso:

“Un’insegnante, accompagnando i suoi alunni all’uscita della scuola, nota che una madre, dopo aver accolto la figlia, ha un acceso battibecco con lei e la schiaffeggia violentemente sul viso. La maestra si avvicina rapidamente alla signora e le chiede cosa sia successo. Alla domanda della maestra, la madre scoppia a piangere e dichiara di essere stata picchiata dalla madre da piccola, tanto che si era ripromessa di non farlo mai con la propria figlia; il problema è che vede nella bambina un atteggiamento di sfida nei suoi confronti, che le –toglie le sberle dalle mani-. È arrivata al punto di non farcela più e chiede aiuto alla maestra.”

In questo caso, in presenza di un danno di modesta entità, abbiamo a che fare con un genitore che non nega che il suo comportamento sia dannoso per la figlia, e al tempo stesso vuole risolvere il suo problema. Qui la soluzione ideale sarebbe quella di inviare la signora ad esempio in un consultorio dove possa ricevere l’aiuto di cui ha bisogno. Possiamo evitare di segnalare il tutto al tribunale ma è importante tenere comunque sotto controllo la bambina.

Poniamo invece il caso che la risposta della mamma sia diversa:

“…Alla domanda della maestra, la madre si irrigidisce e risponde:- Lei di cosa si immischia? Con L. ci vogliono le maniere forti, mi sfida come suo padre. E d’altronde anche io da piccola ne ho prese tante da mia madre, e posso dirle che non mi hanno fatto altro che bene!-”

In questo caso l’atteggiamento è totalmente diverso e di totale negazione che destinerà ogni tentativo di aiuto al fallimento totale, in quanto manca il riconoscimento del problema e del danno inflitto sulla figlia. Per questa ragione, pur essendo sempre un danno di modesta entità, va valutata attentamente l’opportunità di segnalare la condizione della bambina al giudice, magari provvedendo preventivamente alla raccolta di altri elementi con l’aiuto di altri professionisti come il pediatra o insegnanti di altri eventuali fratelli della piccola.

L’importante è sempre ponderare bene la decisione presa perché entrambe le soluzioni portano comunque conseguenze che possono essere deleteree  invece che aiutanti.

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