Le tappe psicologiche del lutto

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 02/09/2012 15:00:00 | 0 commenti

Il fattore centrale da considerare è sempre l’età del bambino.

Dopo un lutto i bambini di età inferiore ai 5 anni vedranno la morte come un qualcosa di reversibile, tanto da credere che un giorno la persona deceduta tornerà. Questa convinzione è allo stesso tempo rassicurante per il bambino e sconcertante per gli adulti che lo circondano, in quanto questi possono pensare che il bambino non riesce ad accettare l’accaduto e quindi lo neghi. In realtà il bambino semplicemente crede che la persona sia altrove quindi si tratta di un fatto che in lui non suscita angoscia ma attesa.

All’età di sette anni il bambino può riconoscere che la morte è una conclusione ed è permanente. Di conseguenza, in bambini di questa età la perdita di una persona cara può provocare un forte effetto; infatti il bambino può riconoscere la perdita, ma non ha ancora la capacità emotiva o la maturità necessaria per affrontarla.

In bambini di età superiore ai sette anni, quindi, il senso di perdita può provocare reazioni simili a quelle degli adulti. Appena hanno notizia della perdita, subiscono uno shock e provano una sensazione di incredulità. Il bambino spesso appare stordito, ma nei giorni successivi emerge la sofferenza ed è possibile che tenti di evitare il rapporto con gli altri. Si verifica di solita un peggioramento nella regolarità del sonno e nella concentrazione, e un cambiamento nelle abitudini alimentari.

In generale ci sono due modelli di comportamento che possono verificarsi nelle settimane successive al lutto: il primo ha luogo quando per il bambino è così difficile adattarsi alla perdita che cerca in qualche modo di conservare un rapporto con la persona cara. Ciò si traduce nel volerne conservare un dono o nella sensazione che la persona sia ancora accanto a lui; il secondo tipo di reazione si verifica generalemente dopo una morte traumatica. I bambini si sentono sopraffatti dall’angoscia e quindi cercano di evitare qualsiasi ricordo. Incominceranno anche a temere che anche altre persone significative possano essere improvvisamente loro sottratte, ciò può essere complicato se associano la morte con qualche minaccia o malaugurio pronunciato da loro in un momento d’ira.

Comunemente, in seguito a eventi di questo genere, i bambini perdono la motivazione a eseguire i compiti scolastici e spesso riferiscono che nella loro mente si affollano pensieri invadenti o immagini associate alla persona morta quando cercano di studiare o impegnarsi in qualcosa. Nelle settimane successive queste emozioni intense lasciano spazio a tristezza, irritabilità sino ad arrivare ad aggressività.

Se i bambini sono in grado di comunicare le proprie emozioni, riferiscono di essere particolarmente angosciati da ricordi, oggetti che riportano loro alla mente la persona scomparsa. Nei mesi successivi queste caratteristiche si affievoliscono e diventano meno frequenti, in modo tale che dopo 18 mesi i più hanno superato i loro sentimenti iniziali e hanno smesso di affliggersi. Pochissimi bambini continuano ad avere problemi in età adulta a causa di un lutto e il più forte fattore determinante perché ciò avvenga è la qualità dell’assistenza ricevuta in seguito alla perdita. In realtà alcuni assumono una posizione più matura dopo aver sofferto una perdita e ne escono più pronti ad affrontare le avversità future. Anche se bisogna stare attenti a non confondere una posizione più matura con una inversione di ruoli con l’adulto. In questi casi il bambino si dimostra forte per permettere agli altri di poter soffrire in tranquillità senza pensare anche a lui. Questo può sfociare in seri problemi che si manifestano non nell’immediato.

Il tuo commento è stato inserito correttamente.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Non è stato possibile inserire correttamente il tuo commento.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina quindi puoi riprovare a postarlo senza doverlo riscrivere (troverai i campi già compilati con i valori da te inseriti).

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a postare il commento ti consigliamo di copiarlo e provare in un secondo momento.
Ci scusiamo per il disagio.

A seguito di ogni errore riceviamo automaticamente una segnalazione.
Cercheremo di risolvere il problema il prima possibile.

Staff tecnico
La tua email è stata inviata correttamente.
Grazie per averci contattato.
Non è stato possibile inviare correttamente la tua email.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina: riaprendo il form di invio email troverai le tue informazioni salvate, puoi tentare un ulteriore invio.

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a inviare la mail ti consigliamo di copiare il testo e inviarla dalla tua casella di posta verso d.cacace@icoloridellapsicologia.it

Ci scusiamo per il disagio.

Staff tecnico

Nessun commento all'articolo




Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Contribuisci a far crescere il blog, condividi un'esperienza, può essere interessante per tutti!
Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Spedisci una copia della mail al mio indirizzo