Situazioni traumatiche e stressanti

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 02/09/2012 15:00:00 | 0 commenti

Mentre alcune persone possono affrontare le più svariate avversità senza andare incontro a gravi sofferenze, altre sono bloccate da ricordi, infelicità estrema e paura. Questi effetti sono relativamente non specifici poiché gli avvenimenti avversi non predicono il tipo di malattia psichiatrica che ad esempio un adolescente potrà sviluppare o quanto grave potrà essere questa malattia. Le ricerche in questo campo, comunque, stanno cominciando a mostrare come alcuni bambini siano protetti dagli effetti dannosi degli avvenimenti negativi della vita dalla loro stessa forza interiore.

Un fattore essenziale per cercare di prevedere come un bambino affronterà un evento traumatico è la sua età. A circa due anni il bambino può distinguere gli altri individui e incominciare a riprodurre esperienze nel gioco. In questo modo può riconoscere che qualcosa è accaduto, ma non può porre gli eventi in alcun contesto, ciò significa che a questa età un bambino non può anticipare molto facilmente eventi o conseguenze. Infatti è il contesto, ancora mancante a quest’età, che potrebbe aiutarlo a prevederli.

A tre anni il gioco del bambino diventa più complesso e incomincia a essere il mezzo attraverso il quale il piccolo cerca di arrivare a una migliore conoscenza del mondo. Insieme a questa evoluzione arriva anche un fondamentale cambiamento nel modo di pensare, poiché il bambino comincia a credere che il mondo sia governato esclusivamente dalle sue azioni.

Verso i quattro anni il bambino sviluppa l’abilità di riconoscere modi alternativi di procedere e può preferirne uno al posto di un altro: ciò indica che incomincia a riconoscere che ci possano essere problemi non originati dalle sue azioni. A sei anni questa abilità è così completamente sviluppata che il bambino è anche in grado di collegare le cause degli eventi a quelle origini che riconosce di non poter influenzare. Questo è un tratto molto importante, in quanto un bambino di età inferiore ai cinque anni attribuirà qualsiasi evento traumatico a qualcosa che egli stesso ha causato.

Una tale attribuzione può diventare una grave fonte di sensi di colpa e quindi agire da stimolo per lo sviluppo di un gran numero di difficoltà psicologiche sia in quel momento sia in futuro.

Il tuo commento è stato inserito correttamente.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
Non è stato possibile inserire correttamente il tuo commento.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina quindi puoi riprovare a postarlo senza doverlo riscrivere (troverai i campi già compilati con i valori da te inseriti).

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a postare il commento ti consigliamo di copiarlo e provare in un secondo momento.
Ci scusiamo per il disagio.

A seguito di ogni errore riceviamo automaticamente una segnalazione.
Cercheremo di risolvere il problema il prima possibile.

Staff tecnico
La tua email è stata inviata correttamente.
Grazie per averci contattato.
Non è stato possibile inviare correttamente la tua email.
Il messaggio che hai inserito non è stato eliminato dalla pagina: riaprendo il form di invio email troverai le tue informazioni salvate, puoi tentare un ulteriore invio.

Se anche con un nuovo tentativo non riesci a inviare la mail ti consigliamo di copiare il testo e inviarla dalla tua casella di posta verso d.cacace@icoloridellapsicologia.it

Ci scusiamo per il disagio.

Staff tecnico

Nessun commento all'articolo




Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Contribuisci a far crescere il blog, condividi un'esperienza, può essere interessante per tutti!
Al momento non è possibile inserire tag html nel form
Spedisci una copia della mail al mio indirizzo