Lo sviluppo prenatale del bambino

scritto da: Dott.ssa Cacace | data: 12/09/2012 18:30:00 | 0 commenti

Al momento in cui nasce il bambino ha già alle spalle nove mesi di vita “prenatale”. In questo periodo si realizzano eventi che portano in un tempo relativamente breve all’organizzazione di un individuo maturo e capace di sopravvivere nell’ambiente esterno.

Oltre a sviluppare il patrimonio genetico trasmessogli dai genitori, il feto è esposto a una serie di fattori ambientali a causa dello stretto rapporto con l’organismo materno nella vita intrauterina. Certo l’ambiente uterino è adatto a proteggere il bambino, tuttavia, attraverso il sangue materno passano non solo il nutrimento e l’ossigeno, ma anche una serie di agenti che possono lasciare tracce sullo sviluppo successivo. Inoltre se il sangue materno è carente di alcune sostanze nutritive richieste dall’organismo in crescita, lo sviluppo armonico di organi e apparati può risultarne alterato.

Oggi fortunatamente si sa molto sugli agenti teratogeni, ovvero su tutti quei fattori ambientali che causano un danno congenito nell’embrione e nel feto. Sappiamo, ad esempio, che se la madre contrae la rosolia nei primi due mesi, è probabile che il futuro bambino abbia un’anomalia congenita (ad esmpio cecità, sordità, malformazioni cardiache…).

Dopo che i processi di ovulazione, fertilizzazione e impianto dell’uovo hanno avuto luogo, distinguiamo due fasi nello sviluppo prenatale: lo sviluppo dell’embrione e lo sviluppo del feto.

Il periodo embrionale

Il periodo embrionale va dall’inizio della terza alla fine dell’ottava settimana di gestazione. In questo periodo l’embrione diventa un feto, cioè un organismo con caratteristiche umane riconoscibili.

All’inizio della quarta settimana si sviluppano le cellule del sangue, inizia la formazione del sistema nervoso e del cuore, che comincia a battere. A partire dalla quinta settimana sono riconoscibili il cervello e il midollo spinale, gli occhi, le orecchie e il naso, e si stanno già formando reni e polmoni.

Questo rappresenta il periodo di più rapida crescita umana, infatti alla fine del secondo mese l’embrione è lungo circa 2,5 cm.

Il periodo fetale

Il periodo fetale comincia con la nona settimana e si conclude con la fine della gestazione. Nel corso di questo periodo la testa del feto, che prima era grande quanto tutto il corpo, cambia in proporzione diventando, a fine gestazione, un quarto del corpo totale.

I diversi sistemi dell’organismo sono formati e cominciano a funzionare fin dal terzo mese.

Fin dal quarto mese la madre può avvertire i movimenti del feto, il quale apre e chiude la bocca, compie alcuni movimenti con la testa e si succhia il pollice. Fra il quarto ed il quinto mese i polmoni sono ben sviluppati, ma pieni di liquido amniotico e non ancora funzionanti.

Il quarto mese rappresenta il periodo di crescita più veloce; le labbra del feto diventano sensibili al tatto e se ne può ascoltare il battito cardiaco con uno stetoscopio.

Dopo i cinque mesi la pelle è completamente sviluppata, compaiono anche i capelli e le unghie. Il feto alterno periodi di sonno a periodi di attività, e nel corso del sesto mese è in grado di aprire e chiudere gli occhi i quali ben presto distinguono la luce dall’oscurità.

Negli ultimi mesi si completano l’accrescimento e la maturazione funzionale degli organi. Per sfruttare al massimo lo spazio disponibile il feto si pone con la testa verso il basso, e in questa posizione, la maggior parte dei feti si presenta al momento del parto.

Tra la ventiseiesima e la ventottesima settimana il feto oltrepassa la linea di demarcazione tra la vita e la morte, in caso di nascita prematura.

Le ultime settimane di gestazione sono molto importanti: il tono muscolare aumenta, i movimenti diventi più rapidi e frequenti, il ritmo respiratorio si regolarizza e si consolida il riflesso di suzione fondamentale per il futuro allattamento.

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